Qual è il miglior vino Sangiovese? Alla scoperta del vitigno più coltivato d'Italia

Di Chiara Bolzani

Vigneti di Sangiovese in Toscana

Rossi · Sangiovese

Il vitigno più coltivato d’Italia, da Montalcino alla Romagna

Ricco, profumato, con un'acidità che non si dimentica: il Sangiovese è il vitigno più coltivato d'Italia. Dà vini da un estremo all'altro, dal rosso quotidiano al Brunello che invecchia per decenni, ed è proprio questa versatilità ad averlo reso così diffuso. Ma da Sangiovese a Sangiovese c'è di mezzo un territorio: ecco da dove viene e dove dà il meglio.

Origini e nome del Sangiovese

Con ogni probabilità siamo davanti a un vitigno antico dell'Italia centrale, coltivato da secoli tra Toscana e Appennino tosco-romagnolo. C'è chi lo fa risalire agli Etruschi, ma è un'ipotesi suggestiva più che una certezza: le sue origini restano in buona parte un mistero.

Anche il nome ha più spiegazioni. La più nota lo fa derivare dal latino sanguis Jovis, il "sangue di Giove"; un'altra lo collega al Monte Giove, una collina vicino a Santarcangelo di Romagna. Spesso si cita come prima menzione il "Sangiogheto" descritto dall'agronomo Giovanvettorio Soderini alla fine del Cinquecento. Ma non è detto che fosse lo stesso vitigno, e Soderini, curiosamente, ne parlava male: secondo lui chi provava a fare vino da sola uva Sangiogheto rischiava di ottenere aceto.

Per secoli, infatti, il Sangiovese in purezza è stato considerato duro e acido. Nell'Ottocento il barone Bettino Ricasoli trovò il modo di ammorbidirlo con il Canaiolo, ed è da quella ricetta che nasce il Chianti moderno.

Il giallo della genetica

Sull'origine del vitigno c'è un vero giallo scientifico. Nel 2004 un gruppo di ricercatori propose come genitori del Sangiovese il Ciliegiolo toscano e il Calabrese di Montenuovo, un'uva rara del Sud. Pochi anni dopo un'altra ricerca indicò, al posto del secondo, un antico vitigno pugliese, il Negrodolce.

Il colpo di scena è arrivato con analisi più precise: entrambe le ipotesi sono state smentite. È il Ciliegiolo a essere figlio del Sangiovese, non il contrario, e lo stesso vale per Calabrese di Montenuovo e Negrodolce. I genitori del Sangiovese, oggi, restano sconosciuti.

Il dettaglio da sapere

Le stesse ricerche hanno scoperto che il Sangiovese è il genitore di molte uve del Sud Italia: Frappato, Susumaniello, Gaglioppo, Perricone e il Nerello Mascalese dell'Etna. Un segno della sua importanza storica ben oltre la Toscana.

Grosso, Piccolo e i nomi locali

Il Sangiovese ha moltissimi cloni, e cambia nome da zona a zona. A Montalcino è il Brunello, a Montepulciano il Prugnolo Gentile, in Maremma il Morellino, in Corsica il Nielluccio. Per decenni lo si è diviso in due famiglie, il Sangiovese Grosso, a cui apparterrebbero Brunello e Prugnolo Gentile, e il Sangiovese Piccolo, con l'idea che il primo fosse migliore. Oggi questa classificazione è considerata troppo semplice: la qualità dipende dal clone, dalla vigna e da chi la lavora, non dalla dimensione degli acini.

Paese che vai, Sangiovese che trovi

Oggi in Italia si contano quasi 70.000 ettari di Sangiovese, coltivato in quasi tutte le regioni. Ma è tra Toscana e Romagna che mostra le sue due anime.

Il Sangiovese di Romagna

In Romagna il Sangiovese è di casa, tanto che una celebre canzone di Secondo Casadei, il re del liscio, lo celebra insieme alla sua terra. Qui è schietto e conviviale, a tratti rustico ma aperto, e accompagna le feste e la cucina del territorio, dai salumi ai tortellini. Le versioni Superiore e Riserva hanno più struttura e qualche anno di affinamento.

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Il Sangiovese in Toscana

In Toscana il Sangiovese si fa più austero e profondo, e dà le sue espressioni più alte. È la sola uva del Brunello di Montalcino, la base del Chianti Classico e del Vino Nobile di Montepulciano, il cuore del Morellino di Scansano. Nella tradizione si assembla con uve locali come Canaiolo e Colorino; dagli anni Settanta anche con Cabernet e Merlot, nei Supertuscan.

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Nel resto d’Italia e nel mondo

In Umbria dà il meglio a Torgiano e Montefalco; nelle Marche è una componente importante del Rosso Piceno; e si trova poi nel Lazio e fino al Sud. All'estero è arrivato con l'emigrazione italiana: oggi si coltiva in California, nello stato di Washington, in Argentina, in Australia, mentre in Corsica, con il nome di Nielluccio, è di casa da secoli.

Che tipo di vino è il Sangiovese

Per quanto cambi da zona a zona, il Sangiovese si riconosce. Il colore va dal rubino al granato con gli anni, raramente impenetrabile. Al naso offre ciliegia, amarena e viola, poi prugna, erbe aromatiche, tè e, con l'età, sottobosco, tabacco e note terrose.

In bocca il tratto distintivo è l'acidità alta, sostenuta da tannini decisi ma fini, che spesso lascia un finale leggermente amarognolo. È proprio questa combinazione a rendere il Sangiovese così adatto alla tavola e capace di invecchiare.

Il Sangiovese che non ti aspetti

Non tutti sanno che il Sangiovese si vinifica anche in bianco e in rosato, e persino in versione spumante, con il metodo classico o il Charmat. Il Sangiovese in bianco ha profumi di amarena acerba, fiori d'arancio e ginestra, e sta bene con carni bianche, formaggi freschi e primi al ragù bianco.

Qual è il miglior Sangiovese?

Dipende da cosa cerchi. Per un rosso quotidiano e conviviale, la Romagna o un Chianti giovane. Per un vino da tavola importante, il Chianti Classico, il Vino Nobile o il Morellino. Per l'espressione più longeva, il Brunello di Montalcino.

Poi ci sono i Supertuscan, la rivoluzione degli anni Settanta: vini fuori dalle regole delle denominazioni, spesso con il Sangiovese insieme a Cabernet e Merlot. Il simbolo è il Tignanello di Antinori. Attenzione a un errore comune: altri Supertuscan famosi, come Sassicaia e Ornellaia, non contengono Sangiovese e nascono soprattutto da uve bordolesi.

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Con cosa abbinare il Sangiovese

Al Sangiovese sta bene quasi ogni piatto della tradizione, ma l'abbinamento territoriale è il più sicuro.

Romagna giovane

Gramigna alla salsiccia, salumi e tortellini.

Romagna Superiore e Riserva

Lasagne, arrosti, stracotti e il formaggio di fossa di Sogliano.

Chianti Classico

Carni alla brace, arrosti di maiale e manzo, stracotti di lepre, pecorini stagionati.

Brunello

Cacciagione, pici al ragù d’anatra e la classica fiorentina.

Toscana o Romagna, quale Sangiovese sceglierai? Per approfondire ci sono le nostre guide al Brunello di Montalcino e al miglior Chianti.

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Dalla Romagna a Montalcino, dal Chianti al Morellino: la nostra selezione di Sangiovese.

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