Giorgio Lungarotti ottenne la DOC Torgiano nel 1968, prima che molte zone toscane oggi celebrate ottenessero la loro denominazione. La scelta di puntare sul Sangiovese in Umbria, su suoli alluvionali argillosi nel triangolo tra il Tevere e il suo affluente Chiascio, sembrava allora eccentrica. Il Rubesco, il nome commerciale del Torgiano Rosso DOC, è diventato il vino che ha messo l'Umbria sulla mappa enologica mondiale: 90% Sangiovese e 10% Colorino, vitigno quasi scomparso dalla Toscana e rarissimo altrove, che aggiunge intensità cromatica e un tannino più morbido rispetto al Sangiovese in purezza. Un dettaglio tecnico che quasi nessun competitor cita, eppure è quello che distingue strutturalmente questo Sangiovese umbro da quello toscano.
DOC Torgiano Rosso e DOCG Torgiano Rosso Riserva: i due livelli della denominazione
Il Torgiano Rosso DOC è la versione d'accesso: frutto di ciliegia e prugna, spezia, tannino presente ma non aggressivo, pronto dai due o tre anni. La DOCG Torgiano Rosso Riserva, ottenuta nel 1990, è una categoria completamente diversa: almeno tre anni di affinamento, di cui almeno uno in legno, struttura densa e una longevità che nel Vigna Monticchio di Lungarotti si misura in decenni. Il prezzo riflette questa distanza. Per chi vuole capire l'Umbria del vino rosso, la sequenza logica è: Torgiano Rosso DOC come introduzione, Riserva come conferma. Per esplorare l'intero universo dei vini rossi umbri, il Torgiano è il punto di partenza più autorevole; chi vuole confrontarlo con altri Sangiovese italiani trova qui una delle espressioni più longeve del vitigno fuori dalla Toscana.
Abbinamenti umbri e come aprirlo al meglio
Servire il DOC base a 16°C; la Riserva a 17-18°C con un'ora di decantazione per le annate più vecchie. Il Torgiano Rosso DOC giovane si abbina perfettamente con la cucina umbra quotidiana: strangozzi al tartufo nero di Norcia, tagliata di manzo ai funghi porcini, agnello al forno con rosmarino, formaggi pecorino di Norcia a media stagionatura. La Riserva chiede abbinamenti proporzionati: piccione in salmì, faraona arrosto, cacciagione, formaggi stagionati di lunga cura. Un Sangiovese umbro che non ha nulla da invidiare ai più celebri cugini toscani, spesso a un prezzo più ragionevole.