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PAESTUM AGLIANICO

L'area del Paestum è quella dove i coloni greci di Poseidonia costruirono nel VI secolo a.C. i tre templi dorici tra i meglio conservati fuori dalla Grecia, incluso il tempio di Nettuno, che ha resistito 2.500 anni quasi intatto. L'Aglianico che cresce in queste pianure e colline salernitane appartiene allo stesso vitigno del Taurasi, ma cresce a quote molto più basse, in un clima direttamente influenzato dal Tirreno, con temperature medie più alte e inverni più miti. Questo anticipa la maturazione, ammorbidisce i tannini strutturalmente duri dell'Aglianico e produce un rosso che si può aprire già tra i tre e i cinque anni, senza la lunga attesa imposta dalle versioni irpine. Un Aglianico del Sud nel senso più accessibile del termine.

Aglianico del Cilento vs Taurasi: stesso vitigno, due filosofie opposte

Il Taurasi DOCG, prodotto nell'Irpinia avellana a quote tra i 400 e i 700 metri, richiede almeno tre anni di affinamento e spesso ne servono dieci per ammorbidire la struttura tannica. Il Paestum Aglianico IGT non ha questi vincoli: la denominazione è libera, i produttori scelgono i tempi di affinamento in base allo stile, e molti puntano su versioni pronte al rilascio, con tannini già levigati dalla maturazione più rapida a bassa quota. Il profilo aromatico porta frutti rossi maturi, spezie del Mediterraneo, un finale sapido che richiama la vicinanza del mare. Rispetto alle versioni irpine, c'è meno grafite e meno tannino secco, più frutto e più prontezza. Per chi è già estimatore degli Aglianico campani, il Paestum è il punto di confronto più interessante: stesso vitigno, territorio e risultato opposti.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Servire a 16-17°C. Le versioni giovani si abbinano ai salumi stagionati campani, capocollo, soppressata, ragù di carne al forno, formaggi pecorino a media stagionatura. Le riserve, con un anno o più in legno, chiamano la selvaggina e i secondi di carne rossa elaborati. Un abbinamento local-storico che funziona benissimo: mozzarella di bufala affumicata del Cilento con un calice di Paestum Aglianico giovane, dove il contrasto tra il bianco lattico e il rosso tannico crea un equilibrio che non ci si aspetta.

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