Il Monte Conero è l'unico promontorio calcareo che affiora sulla costa adriatica tra il Friuli e il Gargano: una singolarità geologica che dà al Rosso Conero DOC una firma difficile da trovare altrove nelle Marche. Il vitigno è il Montepulciano, lo stesso diffuso in Abruzzo, ma il calcare compatto del Conero drena diversamente rispetto alle argille abruzzesi, spinge le radici in profondità, riduce le rese e conserva un'acidità che nel Montepulciano d'Abruzzo standard è meno presente. La brezza adriatica che arriva dai vigneti esposti a est rallenta la maturazione nelle ore più calde: il risultato è un vino più teso, di struttura simile ma con longevità superiore alle versioni di pianura.
DOC Rosso Conero e DOCG Conero: due livelli dello stesso territorio
Il DOC Rosso Conero è il punto di accesso al territorio: Montepulciano minimo 85%, affinamento libero, pronto dai due anni. La DOCG Conero, ottenuta nel 2004, richiede almeno due anni di affinamento di cui uno in botte: è la versione da collezione, con struttura densa e una longevità che in buone annate supera facilmente i dieci anni. Produttori come Moroder, Umani Ronchi e Fattoria Le Terrazze hanno costruito la reputazione internazionale della denominazione. Da ricordare anche il Rosso Piceno DOC, altra denominazione marchigiana dove il Montepulciano dialoga con il Sangiovese: per orientarsi nell'universo dei rossi delle Marche, Rosso Conero e Rosso Piceno sono i due poli di partenza.
Quando aprire e con cosa abbinarlo: la cucina marchigiana come bussola
Un Rosso Conero DOC giovane si beve bene dai due anni e migliora fino ai quattro o cinque. La DOCG Conero richiede almeno cinque anni per esprimersi, dieci per i migliori cru. Servire a 16-17°C. Gli abbinamenti della tradizione marchigiana sono il porchetto di Frontone arrosto, i vincigrassi al ragù, le olive ascolane fritte, il coniglio in porchetta. Fuori dalla regione, funziona bene con pasta al ragù di cinghiale, selvaggina da pelo in salmì e formaggi pecorino semi-stagionati. Un rosso che ha tutte le ragioni per valere più di quanto costa sul mercato.